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Annotazione di Giacomo Leopardi alla Canzone Ad Angelo Mai
[ Lodi e biasimi ]

Proponiamo il brano con cui Giacomo Leopardi annotò la sua Canzone Ad Angelo Mai  nel 1823: si tratta di un caso emblematico di biasimo nei confronti del purismo dell'Accademia della Crusca rappresentato, in quel periodo, dalla rigidità delle posizioni dell'abate veronese Antonio Cesari.

Annotazione alla Canzone Ad Angelo Mai

Questa ed altre molte parole, e molte significazioni di parole, o molte forme di favellare adoprate in queste Canzoni, furono tratte, non dal Vocabolario della Crusca, ma da quell'altro Vocabolario dal quale tutti gli scrittori classici italiani, prosatori o poeti (per non uscir dall'autorità), dal padre Dante fino agli stessi compilatori del Vocabolario della Crusca, incessantemente e liberamente derivarono tutto quello che parve loro convenevole e che fece ai loro bisogni o comodi, non curandosi che quanto essi pigliavano prudentemente dal latino fosse, o non fosse stato usato da' più vecchi di loro. E chiunque stima che nel punto medesimo che si pubblica il vocabolario d'una lingua si debbano intendere annullate senz'altro tutte le facoltà che tutti gli scrittori fino a quel punto avevano avute verso la medesima; e che quella pubblicazione, per sola e propria sua virtù, chiuda e stoppi a dirittura in perpetuo le fonti della favella; costui non sa che diamine si sia né vocabolario né lingua né altra cosa al mondo.



Annotazione di Giacomo Leopardi alla Canzone Ad Angelo Mai
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