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influencer


language of the Internet

Ambito d'origine: rete, nuovi media

 

Categoria grammaticale: sost. m. e f. inv.

 

Definizione: personaggio popolare soprattutto in rete che è in grado di influenzare l'opinione pubblica riguardo a un certo argomento.

 

Etimologia: dal sost. inglese influencer, formato a sua volta dal v. to influence con l'aggiunta del suff. -er

 

Prima attestazione: 2007

"Ma per tornare al punto: perché dare tanto peso ai blogger se non sono poi così letti?
Perché a leggerli, risponde Edelman, sono soprattutto gli "influencer", una categoria che potremmo accostare a quella degli opinion maker, cara alla sociologia della comunicazione di qualche anno fa. Si tratta di soggetti giovani, perlopiù maschi, socialmente impegnati che, più frequentemente del cittadino medio, scrivono a politici e giornali, partecipano a manifestazioni pubbliche, firmano petizioni, svolgono attività associative di vario tipo.  E, ovviamente, leggono i blog (in Italia li legge il 30% degli "influencer" a fronte del 16% della gente comune)" (Carlo Formenti, Ma sono il medium preferito delle élite. Rallenta la crescita dei visitatori dei diari online. In compenso li guardano gli "influencer": uno su tre, "Corriere della sera", sez. Economia, p. 26, 29/1/2007).

 

Periodo di affermazione: 2015

 

Presenza sui dizionari:

Devoto-Oli 2018, Garzanti 2017, Zingarelli 2018

*Treccani Neologismi 2017

 

Diffusione al 16/2/2018:

Google: 389.000 r.

"Il Corriere della Sera": 243 r. (2007: 1 r.; 1: 2011: 1 r.; 2012: 1 r.; 2013: 2 r.; 2014: 7 r., 2015: 25 r., 2016: 56 r., 2017: 126 r.); p.a. 2007

"la Repubblica": 409 r. (2012: 17 r.; 2013: 15 r.; 2013: 16 r., 2014: 16r.; 2015: 28 r.; 2016: 72 r.; del 2017: 214 r.); p.a. 2012

"La Stampa": 188 r. (2013: 6 r.; 2014: 2 r.; 2015: 23 r.; 2016: 31 r.; 2017: 98 r.); p.a. 2013

 

Note:
Il termine influencer è in uso in inglese con il significato generico di ‘persona che influenza qualcosa o qualcuno’ sin dal 1664, mentre i maggiori dizionari inglesi non riportano l'accezione con cui la parola circola in italiano, a dimostrazione del fatto che il termine, con questo senso, è molto meno (se non per niente) diffuso nella lingua d’origine.

I dizionari italiani riportano generalmente la pronuncia /influènser/ (evidentemente per influsso in infuènza). La pronuncia inglese originaria è invece con l’accento primario sulla i: /ˈɪnfluːənsə/. Chi conosce bene l’inglese può talvolta trovarsi a disagio nell'adottare la pronuncia italianizzata.

Il corrispondente italiano del termine è influenzatore. Questa parola esiste e compare circa 9.000 volte in contesti italiani su Google. Non è lemmatizzata nei recenti dizionari sincronici, ma ricorre in testi di sociologia e marketing da decenni ed è tuttora diffusa in questi ambiti tecnici e specialistici.

Influenzatore compare anche nel GDLI (volume VII, GRAV-ING, 1972) con la seguente chiosa:

agg. e sm. (femm. –trice). Che influenza; che esercita un influsso determinante sul pensiero o sulla volontà altrui.

Dossi, I-II-870: Da buoni o da cattivi consiglieri ed influenzatori dipendono spesso le sue decisioni.

= Nome d'agente da influenzare.

Proprio l'indicazione del GDLI testimonia come il nome d'agente abbia avuto una precedente diffusione, seppure bassa, anche al di fuori del linguaggio del marketing, specializzandosi successivamente a tecnicismo. Si può azzardare che la successiva diffusione del termine influencer sia dovuta alla popolarizzazione del concetto di influenzatore, arrivando a indicare un personaggio di rilievo in rete che con le sue scelte può influenzare l’opinione pubblica.

Nulla vieterebbe, in realtà, di riportare in auge il termine italiano in luogo del forestierismo, se non che nel frattempo il prestito ha assunto un significato diverso da quello usato nel marketing. È un po’ la stessa strada seguita dalla loc. social network, che da semplice rete sociale assume il significato più ristretto di rete sociale virtuale e, addirittura, diventa in italiano semplicemente social, forma che in inglese non è in uso con lo stesso significato.

 

Esempi d’uso:

  • Pragmatico, teorizza il ruolo fondamentale degli influencer in Rete, quel 10% di utenti consapevoli che forma le opinioni del restante 90%. Assieme al figlio Davide e ad altri collaboratori ha creato "lo Staff" a cui le sedi locali del MoVimento si rivolgono per consigli e corsi di formazione e inoltrano documenti ([s.f.], Casaleggio, il guru dello staff che fa proclami alla Orwell, Repubblica.it, 27/5/2012).
  • Un influencer è un utente con migliaia (se non milioni) di seguaci sparsi sui vari social network; può essere uno YouTuber, un Instagramer, un blogger o avere semplicemente una pagina su Facebook dove condivide foto, video e contenuti vari. Fin qui è come un qualsiasi utente nella rete, ma a differenza degli altri, l’Influencer è in grado letteralmente di influenzare i suoi followers (Stefano Gallon, “Influencer”: chi sono e cosa fanno, Social media expert (social-media-expert.net), 15/9/2014).
  • [...] è una ragazza inglese di 22 anni che ha deciso di fare l’influencer. Si occupa di trucchi, vestiti, chirurgia, viaggi e parla della sua vita. Insomma è uno dei tanti cartelloni pubblicitari ambulanti presenti sui social network, uno dei molti giovani che oggi hanno scelto di fare soldi in un modo che prima non esisteva (Lorenzo Fantoni, Se l’hotel sputtana la influencer scroccona, Wired.it, 19/1/2018).

 

Vera Gheno

 

24 January 2019